Ragazze della mia adolescenza
Ragazze della mia adolescenza, con quegli occhi da cerbiatte e quei corpi leggeri e flessuosi che aderivano al mio quando ballavamo lasciando in me dolci sensazioni, il cui ricordo ho ancora nella memoria dopo tanti anni: grazie a voi la mia vecchiaia è piena di bei ricordi. Oggi ,come me, sarete nonne, inconsapevoli di aver lasciato dei ricordi così importanti nel cuore di un uomo di cui, probabilmente, non vi ricorderete neanche! Come io non ricordo i vostri nomi che un giorno mi avete sussurrato tendendomi la mano un po’ timidamente dicendo:”piacere”.
Grazie mie carissime amiche, per essere state i sogni della mia adolescenza, forse di qualcuna di voi mi sono anche innamorato, guardandomi bene dall’esternare questo sentimento per timidezza o per timore di perdere la mia spensierata libertà. Con una “morosa” non potevi più correre la cavallina e passare di avventura in avventura, che era lo “sport” preferito a quell’età!! Come, per voi giustamente era il trovarvi un “moroso” da esibire alle vostre amiche e tacitare i commenti acidi della gente. Dolci ragazzine profumate di gioventù, che vi atteggiavate a donne più grandi, per esprimere la vostra gioia, di vivere l’età più bella della vostra vita, vorrei tanto ritrovarvi e baciarvi le mani in segno di gratitudine. Forse rimarremmo delusi dal nostro aspetto ben diverso da quello di allora, ma che importa se riusciamo a ricordare come eravamo.
Francesco 11.agosto 2003
El canton
Ti te ricordi Nina quel canton
Vissin la riva, soto ‘l portegheto
Indove che, strenzendote sul péto,
la boca te basavo co’ passion
e ti ti me vardavi inamorada
col cuor che te saltava in péto, e quando,
la man golosa ‘l seno tuo sfiorava,,
ti ribaltavi i oci sospirando.
In quei momenti gnente più contava
E quel soriso dolçe sul to viso,
insieme ai nostri corpi che vibrava
mutava quel canton in paradiso.
…
Fassendo, l’altro giorno, quela strada
Go butà l’ocio verso quel canton;
ghe gera ‘na copieta, i se vardava
co’ i oci dolçi pieni de passion,
m’ha parso de tornar indrio nel tempo
e vedarne mi e ti tanti ani fa
e go sentio nel cuor un sentimento
che me avevo ormai desmentegà;
alora go pensà, con un soriso,
che saria belo tornar in quel canton
e ritrovar ancora el to bel viso
i to sospiri, i basi, la passion
Francesco (marzo 1980)
1 commento:
Caro Franco, sento nelle tue parole tanta nostalgìa della gioventù che, purtroppo non torna più. Il "purtroppo" vale anche per me,che, come te, ormai non son più giovane.Ma a me i dolci ricordi danno tristezza e così cerco di non soffermarmi più di tanto su quelle belle immagini ,che così bene descrivi nel tuo blog.Comunque coplimenti,caro amico, facci sognsre ancora con le tue belle poesie.
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